Welfare aziendale

La nozione di welfare aziendale ruota attorno alle previsioni dell'art. 51 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) ed alla definizione data dall’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 28/E del 15 giugno 2016.

Introduce il concetto di flexible benefits, ovvero quella serie di servizi o di beni che l’azienda mette a disposizione dei propri dipendenti per aumentare così il loro potere d’acquisto e, di conseguenza, il loro benessere personale e familiare. Si tratta, dunque, in senso letterale, di veri e propri “benefici” dei quali i dipendenti possono godere.

Anche se non rappresentano una retribuzione vera e propria, i benefits sono privi di carichi impositivi e contributivi e dunque aiutano a ridurre il cosiddetto cuneo fiscale, ossia quell’insieme di imposte e contributi che riguardano sia l’azienda che il dipendente stesso. In questo modo, quindi, si riduce l’impegno economico da parte del datore di lavoro e si aumenta il potere d’acquisto e la soddisfazione dei dipendenti.

Come funzionano?
1) L’azienda deve rendere fruibili a tutti i dipendenti i flexible benefits stabiliti, senza distinzioni e in maniera quindi omogena.

2) Qualora scelga di erogare questi beni o servizi, il datore di lavoro deve farlo indipendentemente dalla retribuzione corrisposta ai dipendenti.


Obiettivi:
Miglioramento del clima e dell'immagine aziendale

Aumento del coinvolgimento e del benessere dei tuoi dipendenti

Accesso ai vantaggi fiscali previsti per l'azienda e per i suoi dipendenti

Costruzione di un piano con tante soluzioni, dall'assistenza sanitaria al tempo libero

Esempio: per ogni 100 euro corrisposto al lavoratore, l'azienda spende 140 euro mentre il dipendente ne riceve 60. Se invece vengono erogati 100 euro di Welfare, il costo aziendale è di 100 euro che vengono corrisposti interamente al dipendente.

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